Regione Veneto Università Verona

La regione veneto

Un Progetto completamente dedicato al kiwi per un importo di 1,06 milioni di euro: questo il valore che la Regione del Veneto, con deliberazione della Giunta n. 2587 del 23/12/2014, ha voluto attribuire in favore della difesa e della valorizzazione di tale coltivazione di straordinaria importanza, simbolo della tradizione veneta, considerato che la produzione della nostra Regione rappresenta il 15% del totale nazionale ed è concentrata per l’80% nel veronese.

 

Una risposta concreta agli agricoltori che ogni giorno coltivano le proprie piante e la propria terra con passione, sfidati da patologie compromettenti difficilmente curabili e nello stesso tempo chiamati sempre più a praticare un’agricoltura sostenibile per tutelare una risorsa dal valore inestimabile che è vita: l’ambiente. Un ambiente purtroppo eccessivamente stanco di aspettare che l’uomo si degni di rispettarlo e che ormai è indispensabile salvaguardare in tutti i modi possibili perché non c’è più tempo, anzi siamo già abbondantemente in ritardo. Tutelare l’ambiente significa tutelare il nostro futuro!

 

Una garanzia pure per i consumatori che, dai dati resi noti in occasione della “Festa di frutta e verdura” tenutasi all’Evento mondiale “Expo 2015”, risultano essere sempre più salutisti e con il pollice verde, in particolare le nuove generazioni che sembrano privilegiare la vita rurale riscoprendo così le produzioni agricole e promuovendo le eccellenze e le peculiarità del territorio; insomma un vero e proprio ritorno alla terra.
Una tendenza pertanto al riconoscimento del valore alimentare dell’ortofrutta, alla quale questa Regione, con la collaborazione del Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona, vuole fornire una risposta concreta valorizzando il kiwi, accompagnando quindi il consumatore a conoscere le sostanze in esso identificate, il loro eccezionale ruolo e l’effetto nell’uomo, per arrivare a un potenziale incremento del consumo di questo frutto e a un miglioramento della qualità della vita e dello stato di salute attraverso un’alimentazione consapevole.

 

Tuttavia non è possibile pensare a un mondo produttivo competitivo sui mercati, dove la concorrenza è sempre più spietata, se lo stesso si presenta diviso: ecco quindi che gli agricoltori devono saper cogliere l’opportunità di aggregarsi in forme associative, quali le Organizzazioni di Produttori (OP) che in questo Progetto collaborano mettendo a disposizione le proprie aziende e la loro produzione e il cui ruolo strategico è stato più volte riconosciuto dalla Politica Agricola Comune (PAC) in quanto ritenute strumenti capaci di concentrare e programmare la produzione sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, affinché ad ogni socio possa essere riconosciuta una quota maggiore del valore aggiunto che si genera lungo la filiera agroalimentare.

 

Per promuovere il kiwi vi è un altro aspetto rilevante contenuto nella sapienza di mettere in atto un’efficace difesa sanitaria della coltura perché se mal gestita può comportare danni non solo alle produzioni, ma anche rischi per la salute dell’uomo e dell’ambiente che lo circonda.
Su questo delicato argomento, la Regione del Veneto, sempre in accordo con il Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona, vuole dotare i produttori di specifiche soluzioni operative al problema causato da Pseudomonas syringae pv. actinidiae (PSA o cancro batterico del kiwi), che ormai si protrae da diversi anni, andando a proporre sostanze innovative, efficaci e a basso impatto ambientale in grado di inibire il contagio dal batterio e ciò specialmente nell’ottica di ridurre l’impiego di formulati a base di rame in agricoltura che notoriamente causano problemi eco-tossicologici, evitando nel contempo la comparsa nel patogeno di genotipi resistenti alle sostanze attive impiegate.
Da questo si evince come sia indispensabile per i produttori investire sempre più in una politica di ricerca e di sviluppo per arricchire di contenuti innovativi i propri prodotti, abbinata ad un’accurata pianificazione delle strategie di promozione degli stessi.

 

Merita poi una particolare attenzione la campagna comunicativa del Progetto, messa in atto con un occhio di riguardo e unica nel suo genere, per assicurare la diffusione dei risultati della ricerca tramite lo strumento dello “storytelling” che, con la sua forma narrativa, è in grado di far diventare semplice e comprensibile anche concetti scientifici spesso complicati, parlando alla sfera emozionale di produttori e consumatori per renderli così parte attiva del racconto e veicolando messaggi in modo piacevole, chiaro ed efficace affinché rimangano impressi nella mente: il sito web, interamente dedicato al Progetto, ne è la testimonianza.

 

Inoltre, a seguito della positiva esperienza avviata nel 2009 con la realizzazione del Programma europeo “Frutta e verdura nelle scuole”-dal cui ultimo monitoraggio disponibile e riferito all’anno scolastico 2015/2016 sono stati rilevati dati molto incoraggianti, con il 85% dei ragazzi che ha imparato come mangiare la frutta faccia bene, l’89% continuerà a nutrirsi di frutta anche dopo il Programma comunitario e il 20% ne consuma molta di più di quanto non ne mangiasse prima- si vuole promuovere tale Iniziativa interamente dedicata al kiwi anche sotto forma didattica al fine di coinvolgere il più possibile gli studenti, il corpo docente e le loro rispettive famiglie per far conoscere loro, in maniera approfondita, questo meraviglioso frutto, il superfrutto, il re dei frutti!
Un frutto quindi che avrà la possibilità di raccontarsi entrando nelle case dei consumatori emozionandoli!

 

Infine, poiché mangiare può diventare un gesto ecologico, è necessario scegliere ogni giorno un’alimentazione che sia sostenibile per il nostro Pianeta e fonte di benessere per noi, sempre più affetti da malattie legate a una cattiva o eccessiva alimentazione.
Per questo motivo è fondamentale privilegiare la filiera corta che riduce i passaggi intermedi tra agricoltori e consumatori -responsabili dei rincari dei prezzi delle produzioni agricole- in modo da disporre di prodotti freschi, sostenere l’economia locale, ridurre le emissioni di anidride carbonica limitando i trasporti e quindi gli impatti negativi sull’ambiente, oltre a preferire prodotti tipici, di stagione e varietà nostrane spesso a rischio di estinzione, divenendo così veri custodi della biodiversità in agricoltura.

 

VERONICA BERTOLDO

RESPONSABILE DI PROGETTO

Area sviluppo economico
Direzione agroalimentare 
Ufficio associazionismo agricolo e ortofrutta

Via Torino 110, 30172 – Mestre (Venezia)
Contatti: + 39 041 2795628
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www.regione.veneto.it

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